Cure palliative

Secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale della sanità le cure palliative si occupano in maniera attiva e totale dei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici e la cui diretta conseguenza è la morte. Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie. Alcuni interventi palliativi sono applicabili anche più precocemente nel decorso della malattia.

Obiettivo principale delle cure palliative è dare senso e dignità alla vita del malato fino alla fine, alleviando prima di tutto il suo dolore, e aiutandolo con i supporti non di ambito strettamente medico che sono altrettanto necessari, come si evince dalla precedente definizione. Ancora la dottoressa Saunders, amava ripetere ai suoi pazienti «Tu sei importante perché sei tu e sei importante fino alla fine». Questo tipo di medicina, dunque, non è solo una semplice cura medica, ma può favorire un percorso di riconciliazione e pacificazione rispetto alla vita del malato e delle persone che gli stanno attorno. Per questo, è opinione unanime tra gli esperti internazionali che le cure palliative siano la migliore risposta all'eutanasia. Gli obiettivi delle cure palliative sono ben riassunti così:

  • Affermano il valore della vita, considerando la morte come un evento naturale;
  • non prolungano né abbreviano l'esistenza del malato;
  • provvedono al sollievo dal dolore e dagli altri sintomi;
  • considerano anche gli aspetti psicologici e spirituali;
  • offrono un sistema di supporto per aiutare il paziente a vivere il più attivamente possibile sino al decesso;
  • aiutano la famiglia dell'ammalato a convivere con la malattia e poi con il lutto.

 

Carta dei diritti dei morenti

FONDAZIONE FLORIANI
una risposta alla sofferenza dei malati terminali

Questo documento è stato elaborato dal COMITATO ETICO PRESSO LA FONDAZIONE FLORIANI (C.E.F.F.) nel maggio del 1999.

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Ceneri, un lungo braccio di ferro (spunti di informazione e riflessione)

Un po’ di storia

Solitamente associamo la cremazione del corpo umano a situazioni di particolare calamità (le grandi epidemie del passato) o ai riti orientali (le pire sulle rive del Gange).

In realtà anche nell’occidente e nella stessa Italia essa ha una lunga e travagliata storia, a partire dal nome, di derivazione latina diretta (cremare) ma sanscrita nella radice (kar, trasposta poi in kra o kre = ardere).

I Greci e gli Etruschi la consideravano un atto di purificazione e di liberazione dello spirito riservato alle persone illustri.

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