Non aver paura!

dal libro omonimo di C. Huber-Oscar Mondadori

 

L’inarrestabile ricerca della felicità è una definizione della sofferenza. La risoluta fuga dal dolore un’altra.

Conoscevo una donna convinta che la sua felicità consistesse nello sposare un uomo ricco. Niente le interessava eccetto gli uomini ricchi e il suo mondo divenne piccolo ed estremamente infelice. Il nostro mondo si restringe quando siamo paralizzati dalla paura di fare degli errori, di fare qualcosa di sbagliato. Ma se semplicemente facciamo un passo e vediamo che cosa succede, il nostro mondo si apre un pochino. Allora, possiamo fare un altro passo. Ogni passo amplia la nostra visuale; ogni cosa che facciamo ci rivela qualcosa. Come dicono gli antichi Maestri Zen: quando ci impegniamo a prestare attenzione, ogni cosa ci illumina.

Un’amica mi diceva spesso: “Ho paura di non trovare un lavoro”. “Ho paura di restare sola”. “Ho paura di restare senza soldi”. E la lista si allungava e si allungava. Cercavo di aiutarla ad avvicinarsi a ogni paura, finché non ho capito che stavamo tentando di entrare in contatto con problemi che non esistevano. Il ritornello era “ho paura”, e poteva essere seguito da un’infinita serie di difficoltà puramente immaginarie.

Solo quando ci concentriamo sul PROCESSO anziché sul CONTENUTO cominciammo a rivolgerci a quello che realmente stava succedendo.

 

Potremmo parlare per ore, giorni, per una vita intera, di quello che non va, di quello che potrebbe succedere, di quello che non funzionerà. Non fatelo. Piuttosto, fate un passo. Guardatevi attorno per capire dove siete, e scoprite quale sarà il vostro passo successivo. Fate quel passo, vedete dove siete, e il prossimo passo si rivelerà. Forse è all’indietro verso il punto da cui siete partiti… non potete saperlo, finché non ci arrivate. Ogni passo è chiaro solo guardato da dove siete in quel momento; il passo “finale” non è evidente all’inizio, ma solo dal passo immediatamente precedente. Ogni passo fa parte del processo di apprendimento, e siccome, qualsiasi cosa facciate, imparerete qualcosa… non c’è modo di sbagliare.

Semplicemente non c’è alcuna RAGIONE per cui avere paura.

Sedersi da qualche parte pensando a cosa non andrà per il verso giusto equivale ad uno scienziato che decida il risultato di un esperimento in anticipo, non c’è modo di imparare alcunché.

Se vogliamo veramente sapere come qualcosa effettivamente sia, o cosa sia possibile, ci dobbiamo tuffare. Forse non troviamo quello che pensavamo di trovare, ma qualcosa troveremo.

La vita è un processo creativo, e la creatività richiede il TOTALE ABBANDONO di un TUFFO compiendo il passo successivo consapevoli del fatto che impareremo qualcosa.

Non è possibile fare errori.

Ci aggrappiamo all’idea di sbagliare per mantenere l’illusione di poter sapere quel che non si può sapere, quello che non è ancora successo.