Assistere chi non crede

Raffaele Carcano,
Segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostoci Razionalisti (UAAR)

 

L’assistenza ‘spirituale’ da riservare a pazienti privi
di appartenenza religiosa è forse la più difficile da
praticare e, proprio per questo motivo, anche la più
difficile a essere praticata.
Le confessioni religiose dispongono infatti, seppur
non tutte allo stesso modo, di personale specifico da
assegnare a tale compito, e i loro stessi fedeli hanno
normalmente la consuetudine di riferirsi ai ministri
di culto per risolvere i propri problemi esistenziali.
I pazienti senza un’appartenenza religiosa non possono
dunque accedere a tale assistenza senza far
violenza, in piccola o grande misura, alle proprie
convinzioni. Le difficoltà si amplificano quando tali
pazienti non credono nell’esistenza di realtà sovrannaturali,
perché si ritrovano privi di qualsivoglia
orizzonte consolatorio.

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